La Storia

Non credo che la Piccola Betania sia nata così, per caso, ma l'intuizione che Don Antonino Spanò di San Bartolomeo nella Badia a Ripoli, ebbe un giorno, è stata benedetta. "Spesso", racconta il sacerdote, "recandomi a visitare gli anziani della Parrocchia, ricoverati nelle diverse strutture di accoglienza, avevo avvertito la loro solitudini e tante volte avevo colto in fondo ai loro sguardi lucidi Ia stessa melanconia." E aveva pensato prima e a volere fortissimamente poi, una struttura per gli anziani, non una struttura come le altre, ma una "casa" dove i più soli e disagiati della parrocchia, potessero essere accolti senza essere sradicati dal proprio ambiente, dal proprio rione, dalla propria chiesa, dai propri amici. Un po' come cambiare casa, ma rimanendo sempre in famiglia. Era un'idea forte, ma si sa, che spesso una mano "misteriosa" aiuta i progetti degli uomini. Infatti siamo intorno agli anni '80, e con la sistemazione dei terreni delle parrocchie, il dietro terreno chiesetta di San Piero in Palco viene attribuito alla parrocchia di San Bartolomeo a Ripoli. Si tratta di un bel terreno pianeggiante situato nella zona che una volta si chiamava del Bisarno, cioè doppio Arno, in quanto trovava tra due rami del fiume, su uno spazio elevato come un palco, contornato dai terreni paludosi, definiti "lame", i cui acquitrini brillavano al sole appunto come lame. Il terreno c'è: il primo passo è fatto. Ed è solo il primo. Ascoltare Don Antonino che racconta può commuovere, specialmente quando i fatti si sono vissuti, ed il tornare indietro non è solo ricordo, ma memoriale di quei momenti forti e buoni. Credo che il lettore più distante a questo punto si chieda: "E allora..?" Ecco, il coinvolgimento di tutti i parrocchiani, resterà sia per l'inizio che per il proseguo, il fatto centrale di tutta la vicenda. Nel 1987 l'Assemblea parrocchiale aderirà completamente all'iniziativa. Tutti hanno dato quello che potevano, sostenendo economicamente con impegni personali, ma anche in qualsiasi altro modo, la realizzazione, che piano piano nell'iter burocratico di progetti, disegni, permessi, prendeva corpo. Infine, nel 1992, la benedizione della prima pietra. Nel 1994, domenica 8 Maggio l'inaugurazione alla presenza del Cardinale Piovanelli e una folla, amici, simpatizzanti, curiosi. Si apre la Casa di Riposo, Piccola Betania, con sette ospiti che nell'anno successivo diverranno quindici. Il nome non è casuale. A Betania in casa di Lazzaro e delle sorelle Marta e Maria, Gesù trovava accoglienza. L'opera organizzativa viene completata nell'ottobre del '95 con l'arrivo di due religiose appartenenti alla Congregazione delle Serve di Maria SS.Addolorata: Suor Cielo e Suor Luz Ines, preposte alla conduzione della Casa. Questi sono solo alcuni cenni storici, mi preme però sottolineare l'idea originaria, quella che la Casa di Riposo per Anziani Piccola Betania è stata pensata come CASA. E questa è la sua diversità rispetto a tante altre strutture analoghe, pur valide e lodevoli: essa rimane luogo dove gli anziani sono accolti come in una famiglia ed i diversi servizi sono assicurati e mantenuti dall'Associazione Volontari della Piccola Betania. Si parla di circa 150 volontari fissi più i saltuari ed i simpatizzanti, che prestano gratuitamente la propria opera permettendo di mantenere le rette a dei livelli estremamente contenuti. Inoltre, il concetto di condivisione resta uno dei pilastri sui quali di basa la pedagogia dell'accoglienza: come in una famiglia tutti mettono secondo le proprie possibilità il che è definito dall' 80% dei propri redditi, non un soldo di più.